L’avvicendamento del Parroco nella Comunità parrocchiale di Le Forna. Un tributo di affetto a Padre Salvatore che lascia ed un auspicio di buon e proficuo lavoro a Padre Francesco che subentra.

Agli occhi di molti l’avvicendamento del Parroco potrebbe sembrare un avvenimento circoscritto al sentimento religioso di coloro che frequentano la parrocchia. Ma non è così, specie in una comunità piccola come la nostra.

Per me  il Parroco ha sempre rappresentato la persona, che dopo i  genitori, bisognava ascoltare per non incorrere in quegli atteggiamenti negativi che, se manifestati, avrebbero potuto procurarci severi richiami e anche qualche scappellotto.  Fin da piccolo, prima che cominciassi la scuola, il Parroco, l’amatissimo ed indimenticabile don Gennaro Sandolo, fu per me quella guida a cui, senza diffidenza ma con immenso rispetto, mi rivolgevo anche per quei piccoli problemi della quotidianità di un bambino ma  che potevano alterare il rapporto con i genitori e con gli amichetti. Quella confidenza, quella schiettezza, quella collaborazione, col passare degli anni diventò sempre più forte. Non mancavamo mai di consultarci e sostenerci a vicenda in completa reciproca fiducia. Purtroppo, a pochi giorni dal mio 30° compleanno, una domenica mattina, il 5 dicembre del 1982 don Gennaro venne a mancare.

Da allora la nostra Parrocchia, grazie anche all’Impegno di S.E. Mons. Carli, non rimase mai senza guida. Da subito don Salvatore Tagliamonte già Parroco delle due comunità isolane del Porto e di S Maria assicurò il servizio liturgico anche a Le Forna. Seguì Padre Paolino della Congregazione dei Passionisti, poi si alternarono altri sacerdoti della Diocesi fino a don Enzo Cicconardi che resse la parrocchia per 2 anni.

  Parrocchia Maria SS Asunta in Clielo-LeForna

Era il 21 gennaio 1986, quando un giovane frate, ricordo ancora il suo saio nero, metteva piede nella nostra chiesa per ricoprire in modo stabile l’Ufficio di Parroco. Quel giovane prete era Padre Salvatore Maiorana.Da quel giorno sono passati ben 35 anni e il giovane frate, oggi non più tanto giovane ma sempre saldo nei suoi principi, è ancora il nostro amato Parroco. Purtroppo lo sarà ancora per poco, fino al 7 dicembre prossimo, quando a prendere il timone di questa barca parrocchiale sarà Padre Francesco Bishay, anche lui appartenente all’Ordine francescano.

Ebbene che dire a Padre Salvatore che da pensionato ha deciso di restare in mezzo a noi e non tornare nella sua Cassano Irpina, se non ringraziarlo ancora per questo gesto di amore verso la nostra comunità? Due parole anche  a nome di tutta la comunità parrocchiale a cui appartengo, i cui sentimenti credo di interpretare.

Il pensiero corre  ad un momento di 35 anni fa, quando per la prima volta ti vidi in chiesa. Era d’ inverno, stavo tenendo una lezione di catechismo ai cresimandi, ti chiesi di prendere la parola e tu, in modo schivo ma affettuoso mi rispondesti di continuare perché ci sarebbe stato tempo per conoscere non solo il catechista e i suoi ragazzi, ma la comunità intera. La domenica successiva, forse per la curiosità  della novità, forse per il consistente numero dei ragazzi che allora frequentavano il catechismo, forse perché non vi erano pandemie in atto, la chiesa era stracolma.

Da subito entrasti nelle simpatie di tutti, noi già collaboratori dei precedenti pastori ti offrimmo la nostra collaborazione che tu accettasti ed il cammino potè continuare con nuovi entusiasmi e per il raggiungimento di nuovi obiettivi. Certo, sembra ieri ma di anni ne sono passati ben 35 ed in questi anni sei sempre stato punto di riferimento per tutti noi. Non solo per quanto ha riguardato le questioni prettamente religiose, che hai sempre curato con abnegazione. Ma anche per quei dolci rimproveri che ci richiamavano alla correttezza e al silenzio come comportamento durante le funzioni religiose; l’ordine e la preghiera durante le processioni; la preparazione e una catechesi seria per somministrazione di tutti i Sacramenti  come il battesimo, la prima comunione, la cresima e soprattutto il matrimonio, struttura fondante della famiglia, quindi della società.

Certo era il tuo compito, erano le mansioni che dovevi svolgere in forza del ministero assegnatoti. E’ vero. Sei un Sacerdote e tale resterai per sempre, al modo di Melchiesedech come Dio stesso proclama nella Bibbia, però il sacerdozio è stato conferito alla tua natura, alla tua umanità che come tale mai ha disgiunto l’essere uomo dall’essere sacerdote. In quanto uomo sei stato vicino a tutti noi come padre, fratello e amico. E’ a causa della comune umanità che non sono stati pochi i momenti di amabile discussione , ma tutto con una cena, un caffè, una bevuta rientrava nella  dialettica di persone civili protese solo all’impegno per la risoluzione di problemi comuni. Le tue lotte al nostro fianco per l’ottenimento di alcuni servizi: La farmacia, la posta, per un periodo di tempo il bancomat a cui offristi degna ubicazione e tanti altri interventi ne danno testimonianza. Come pastore e come Parroco ci hai guidato nella crescita spirituale insieme ai nostri piccoli. Sei stato, pur nella tua ultima recente malattia, una roccia, sempre ancorato ai principi del rispetto verso chiunque per gli interessi di tutti e a gloria di Dio.

Come detto però gli anni passano e, anche se lo Spirito è forte e la volontà incrollabile, il fisico ci viene meno e la stanchezza ci impedisce di arrivare là dove la volontà vorrebbe portarci. Tu però non demordere. Sei stato esempio per lunghi anni, sarai ancora in mezzo a noi, speriamo per ancora tantissimi anni, per questo pregheremo il Signore. Sarai sempre a noi vicino e quando, come fedeli e come amici vorremo incontrarti non mancherai di ascoltarci.                                                                                       50° di sacerdozlo con l’Arcivescovo Luigi Vari

Un ultimo sforzo però ti chiediamo. Presto al tuo posto ci sarà Padre Francesco coadiuato da Padre Elia. Ho avuto e abbiamo avuto tutti modo di conoscerli perché già soggiornano presso la nostra parrocchia da oltre un mese e ne abbiamo apprezzato le capacità sia dal punto di vista religioso che dal punto di vista sociale. Sono entrambi due bravi giovani sacerdoti, anch’essi non originari dell’Isola. Sicuramente, come te all’inizio, avranno difficoltà di ambientamento. Noi isolani siamo un popolo caldo, affettuoso ma spesso di dura cervice perché abituati a vivere nel nostro isolamento, spesso anche culturale e tradizionalmente arcaico. Stai loro vicino, fai loro capire che pur nel nostro coriaceo guscio batte un cuore che vuole loro bene. Tu lo hai sperimentato e ne puoi essere credibile testimone.

Pertanto, nel riconfermarti tutta la filiale devozione ti ringrazio immensamente a nome mio personale, della mia famiglia tutta, dell’Associazione Cala Felci e della comunità parrocchiale tutta. Un forte e corale abbraccio a te che per sempre sarai nei nostri cuori e nelle nostre preghiere. Con l’occasione innalziamo anche preghiere per Padre Francesco e per Padre Elia. Il Signore ispiri ed assista il loro Ministero, dia a noi la forza di star loro vicini e sostenerli nei loro impegni che con cura vorranno svolgere al servizio della comunità di Le Forna. A sua Eccellenza Mons. Luigi Vari esprimiamo la nostra stima, il nostro affetto ed il nostro ringraziamento per la cura che dimostra verso la nostra comunità. Anche in questo momento, ispirato dal Signore, ha saputo garantirci, in una situazione non facile e con sempre meno vocazioni religiose, una sicura e forte guida spirituale.

Per lui preghiamo il Signore perché lo mantenga a lungo ed in salute alla guida della nostra diocesi gaetana. Grazie a tutti e grazie a Dio e alla Beata Vergine Immacolata.

Il nuovo parroco Padre Francesco Bishay è nato a Minia (Egitto) nel 1983. Sacerdote dal 2014, appartiene all’Ordine dei Frati minori per la provincia d’Egitto. Ha studiato teologia e si è specializzato in sociologia e psicologia.

Fausto Balzano