Oggi Grazia Morlè e Pino Casalino festeggiano i loro 50 anni di matrimonio.

Tutti gli anniversari come questo sono eventi speciali nella vita di una coppia, della loro famiglia ed anche di tutta la comunità, specie se è piccola dove ci si conosce tutti come a Ponza. Ma queste nozze d’oro per noi  dell’Associazione Cala Felci, sono un po’ più speciali delle altre, perché si tratta dei genitori di Massimo, il nostro Presidente e dei suoceri di Monia, la nostra instancabile segretaria ed animatrice. Due ottimi motivi a cui si aggiunge il mio personale affetto per il mio vecchio compagno di scuola Casalino Camine.

Grazia e Pino tagliano la torta del matrimonio

Prima il cognome poi il nome come si usava a scuola allora. Ho voluto fare questo richiamo alla  scuola anche per ricordare che il nome di battesimo non è Pino, come oggi è da tutti conosciuto, ma Carmine. Dopo i tre anni della scuola di Avviamento Professionale abbiamo seguito strade diverse e ci siamo persi di vista, per poi riavvicinaci negli ultimi dieci anni grazie a Massimo, Monia e all’Associazione Cala Felci.

  In Chiesa con amici e parenti in attesa della messa

Pino nasce da Renato Casalino, un falegname di Gallipoli  – sbarcato  non si sa come a Ponza negli anni ’30 –  e Concetta Feola meglio nota come Cuncettona, famosa per la sua forza che dimostrava nel  lavoro di operaia nella miniera della SAMIP.

  Foto di rito in attesa di don Ramon. Mascherina sì, mascherina no.

Grazia invece è una Morlè della famiglia dei Pettinisso, la cui casa su La Piana venne distrutta dagli scavi della miniera. Quella stessa miniera in cui lavorava la mamma di Pino. La circostanza avrebbe potuto essere motivo di inimicizia tra le rispettive famiglie. Per fortuna l’amore tra  Grazia, 18 anni e Pino 24 vinse. E così oggi festeggiano l’anniversario della loro unione, nel rispetto delle norme di questo cavolo di Covid.

Una unione che  ha attraversato mezzo secolo, generando due figli, Leandro e Massimo e superando attraverso lavoro e sacrificio anche momenti difficili. Pino ha portato avanti la famiglia lavorando nell’edilizia d’inverno e partecipando alle campagne di pesca lontano da Ponza durante l’estate. Ma la sua grande passione è sempre stata l’agricoltura. Un po’ alla volta, con l’aiuto di Grazia che contribuiva lavorando d’estate nelle cucine dei ristoranti, ha realizzato il sogno di avere un pezzo di terra tutto suo, a cui tutt’ora si dedica a tempo pieno. Insieme hanno anche realizzato una bella casa che la manualità artistica di Grazia non smette mai d’impreziosire con piccoli capolavori d’arredo edilizio.

 

 

 

 

 

 Le bomboniere: un porta tovaglioli in ceramica artigianale. Una rana in ricordo del vecchio pantano al posto del quale ora c’è la loro casa

Insomma cari Pino e Grazia, che posso aggiungere oltre a tanti auguri di buona salute per molti anni ancora?

Ah, si! Che mi dispiace non essere con voi a festeggiare. Un grande abbraccio.

franco