di Rita Bosso

Che scriva racconti, che fotografi, che componga versi, Antonio De Luca narra la solitudine.

È la solitudine di Alessio, estraneo all’esplosione di colori dei ciurilli e dei cucuzzielli.

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È la solitudine elevata al cubo fuori al bar Panoramica.

 

È la solitudine di Urgentino, estraneo agli abiti che indossa -così diversi da quelli che ha portato per tutta la vita- e alla via che percorre.

“La mia- dice Antonio- è soprattutto una solitudine letteraria, direi pessoiana. Amo sentire la solitudine degli altri. Mi immedesimo … mi immergo nella solitudine per affondare il verso nell’esistenza umana. L’uomo è solo, inutile illudersi. Dicono che io sia un epicureo. La solitudine mi serve a vivere.”

In Revenca, Antonio si muove su un terreno familiare, dolorosamente familiare: la solitudine dell’uomo di mare; ma uomo di mare è categoria generica, include il pescatore e persino lo skipper: nulla in contrario, per carità, ma sono un’altra cosa.
In Revenca, l’uomo di mare proibisce al figlio – ad Antonio- di iscriversi a una scuola nautica; parla di sé alla nuora e al genero “quasi come se le cose ai figli le mandasse a dire.” La solitudine dell’uomo di mare è totale, assoluta; l’uomo di mare vive un progressivo disadattamento alla terra e al mare, è un anfibio al contrario. La terra non gli dà da vivere, il mare lo sottrae alla famiglia, agli affetti; sbarca, torna a casa ed è un estraneo; imbarca, torna sulla nave e non è più marito, padre, figlio. Il capitano Silverio De Luca tenta di conciliare le sue due vite, tiene a bordo il primogenito e talvolta l’intera famiglia ma non sono crociere né vacanze, Antonio confessa di non aver mai capito se quei periodi trascorsi col padre fossero una punizione o un premio.

Revenca è un testo intenso, una lettura bella e necessaria; ed è una lettura dolorosa per chi ha avuto a che fare con uomini di mare. L’unica nota di dolcezza è la prussiana mangiata sulla nave della Span che riporta a casa, una madeleine per quelli della nostra età.

Revenca è tratto dal libro Vivere il padre, di prossima pubblicazione.
Ne alleghiamo uno stralcio, per gentile concessione dell’Autore (in condivisione con h24 e con Ponzaracconta).