Candido il gabbiano di Ventotene, omaggio a don Paolo Capobianco

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Nei giorni scorsi è stato istituito il Premio don Paolo Capobianco, un sacerdorte di Gaeta, grande cultore di storia locale e borbonica. Don Paolo, morto nel 2006 alla veneranda età di 99 anni, nei suoi ultimi anni di vita è stato ospite della Casa Alloggio di VENTOTENE dove ha continuato i suoi studi e pubblicatio ancora diversi libri. Durante il periodo che sono stato assessore di Ventotene  ogni tanto mi capitava di andarlo a trovare e queste che seguono furono parole e pensieri che allora mi venne di scrivare:

Candido il gabbiano di Ventotene
(dedicata a don Paolo Capobianco)

A sera,
con l’ultimo sole di fronte,
appare la sua sagoma,
sempre dalla stessa direzione.

E piano,
compie un ampio giro sulle case,
plana dolcemente sulla tua finestra:
è Candido il gabbiano di Ventotene.

Ti portava
gli odori della tua terra:
il profumo delle tielle con le calamarelle,
quello delle nere olive di Gaeta.

Ti faceva vedere
nei suoi occhi la sagoma di Monte Orlando,
la flotta delle paranze
al ritorno dalla pesca.

Ti faceva ascoltare
il brusìo della gente in via Indipendenza,
il rintocco all’Ave Maria
delle campane di San Giacomo.

Candido,
torna ancora tutte le sere,
ma più non s’affaccia alla finestra
quella minuta figura dalla testa canuta.

Franco Schiano,
03. Agosto 2006

 

Candido il gabbiano di Ventotene
(dedicata a don Paolo Capobianco)

A sera,
con l’ultimo sole di fronte,
appare la sua sagoma,
sempre dalla stessa direzione.

E piano,
compie un ampio giro sulle case,
plana dolcemente sulla tua finestra:
è Candido il gabbiano di Ventotene.

Ti portava
gli odori della tua terra:
il profumo delle tielle con le calamarelle,
quello delle nere olive di Gaeta.

Ti faceva vedere
nei suoi occhi la sagoma di Monte Orlando,
la flotta delle paranze
al ritorno dalla pesca.

Ti faceva ascoltare
il brusìo della gente in via Indipendenza,
il rintocco all’Ave Maria
delle campane di San Giacomo.

Candido,
torna ancora tutte le sere,
ma più non s’affaccia alla finestra
quella minuta figura dalla testa canuta.

Franco Schiano,
03. Agosto 2006