DECAMERINO 7° Giorno – L’importanza di chiamarsi Cristo – Racconto

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In questo periodo in cui siamo costreti in casa, per passare un po’ di tempo, vi propongo a puntate un mio vecchio racconto tratto dal Libro “Racconti dall’isola” , ormai esaurito.

MUTUANDO IL DECAMERONE QUESTA SERIE DI RACCONTI – ALLA QUALE I LETTORI SONO INVITATI A PARTECIPARE CON LORO RACCONTI – LA CHIAMEREMO UN PO’ PIU’ MODESTAMENTE

DECAMERINO  SETTIMO GIORNO

 L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI CRISTO

Gaetano e Antonella: stessa isola, stessa età, stessa comitiva, stessi studi, stessa azienda, stesso lavoro, stessi orari, stessa casa.

Un bel giorno, quasi tra i primi del loro branco (adesso comitiva di dice cosi) decidono che ci sono tutte le condizioni – amore compreso – per sposarsi.
Era inevitabile che finissero col prendere questa decisione… con tutte queste sovrapposizioni!
Gaetano è un simpatico ed un estroverso, gran affabulatore, con lieve tendenza all’iperbole.
Antonella è una ragazza dolcissima con grande propensione alla semplicità.
Una compensazione perfetta!
Presa la decisione, comunicata alle famiglie: quella di lui, quella di lei ed al branco, pardon agli amici della comitiva, cominciano i preparativi per l’evento.
La casa, l’arredamento, la data del matrimonio, la scelta della chiesa, gli abiti per la cerimonia (in particolare quello della sposa), l’acconciatura, gli invitati, le partecipazioni, le bomboniere, il viaggio di nozze, i testimoni, il ristorante, insomma una serie di cose infinite, estenuanti, stressanti e costose.
Ti sembra sempre di dimenticare qualcosa, che forse non ce la farai mai ad arrivare vivo al giorno fatidico.
Ma in qualche modo si arriva al finale.
A proposito di dimenticare qualcosa, Gaetano e Antonella erano spesso colti da questa sensazione, man mano che la complessa organizzazione del matrimonio andava avanti.
Da buoni giovani manager abituati alle logiche organizzative aziendali, ogni tanto facevano un briefing, ovvero il punto sullo stato di avanzamento dell’organizzazione del matrimonio, come piaceva dire a ASalvo che con l’inglese non si pigliava tanto:
casa:fatto;
arredamento: quasi completato;
data del matrimonio: 8 Settembre;
scelta della chiesa: isola di Ponza, Parrocchia di San Silverio;
vestiti: quasi a posto (mancava qualche dettaglio sull’acconciatura);
invitati: intorno a 200 ma alla fine, quasi certamente, avrebbero raggiunto i 300;
testimoni: ok;
partecipazioni: scelte;
bomboniere:bisognava scegliere solo quelle per i testimoni…;
viaggio di nozze: Australia, già fissato;
il ristorante: qui si erano sbizzarriti, avevano firmato un contratto per il noleggio una nave: Il “Falerno”, un ex traghetto che in passato collegava le isole, ora adibita a cerimonie, feste, minicrociere. Una trovata simpatica ed impegnativa.
Sembrava tutto a posto!
Eppure mancava qualcosa….ma cosa?
Mah!?

*****

– “”Ragazzi miei, il corso prematrimoniale è requisito indispensabile per celebrare il matrimonio” – Disse serio don Alfredo, o mi portate il certificato, o non vi posso sposare!
Era arrivato sull’isola da pochi giorni don Alfredo, il prete slovacco. Aveva dato il cambio a don Cosimino e non se la sentiva ancora di modificare le impostazioni del suo predecessore. I corsi prematrimoniali si svolgevano durante l’arco di 4-5 mesi e si tenevano in autunno ed in primavera. D’altronde scandivano il ritmo temporale dei matrimoni sull’isola.
I residenti lo sapevano e si adeguavano, preparandosi spiritualmente al sacramento per tempo: sei mesi prima!
– ” Don Alfredo, noi non lo sapevamo, ormai non viviamo più sull’isola…, abbiamo organizzato tutto per settembre. Come si può fare?”- Domandò Antonella, sperando in cuor suo che il prete slovacco si intenerisse e le rispondesse che avrebbe tenuto un corso estivo appositamente per loro due.
– “Mi dispiace, ma tra qualche giorno parto per la Slovacchia. Vado a trovare la mia famiglia, che non vedo da oltre un anno. Mi sostituirà un prete di colore…non so veramente come fare.”- Concluse l’incontro don Alfredo.

*****

Giovanni si avvicinò guardingo, non aveva mai visto, così cupi Gaetano e Antonella.
Se ne stavano in disparte, in un angolo del salone del traghetto “Quirino”, durante il viaggio di rientro a Roma dal fine settimana trascorso a Ponza.
I due, normalmente brillanti e socievoli, erano assorti nei loro pensieri, niente affatto allegri, dopo il colloquio con il parroco dell’isola.
– “Che succede ragazzi… certo rientrare dal fine settimana non è mai piacevole…ma sembra che avete passato un guaio, a giudicare dalle vostre facce…”- approcciò Giovanni.
I due con frasi smozzicate e senza voglia, raccontano la loro storia all’amico.
– ” Ma io conosco un posto dove fanno dei corsi prematrimoniali che durano un fine settimana…è qui vicino, a Cori. Sono dei Frati Francescani…anche se è difficile inserirsi sono sempre pieni…io a suo tempo non riuscii ad essere ammesso…ma voi, se volete, provateci magari siete più fortunati…”- disse Giovanni, prima aprendo, e poi chiudendo una porticina.

****
Il giorno dopo, Gaetano si dovette trattenere per non alzare la cornetta del telefono prima delle 8, e non rischiare di essere troppo mattiniero, quindi inopportuno. Ma alle otto e un minuto..                                                                      – “Pronto…Convento Oasi di San Francesco di Cori?…”
Cominciò Gaetano piuttosto titubante.
– “Si, sono Padre Gabriele dica pure…” – rispose dopo pochi istanti una voce profonda dall’altro capo del telefono.
– “Mi ha parlato di Voi un amico. Mi ha detto che organizzate corsi prematrimoniali presso il vostro centro…” – esordì Gaetano cercando di trovare la giusta impostazione della voce, che tradiva una certa ansia.
– “Si…è una delle nostre attività.” – disse Padre Gabriele.
– “Io mi devo sposare e vorrei fare il corso da voi…” – continuò Go.
– “Quando ti devi sposare figliolo?” – domandò il frate.
– “Ehm… a settembre…” – rispose esitante Gaetano.
– “Se si tratta del prossimo settembre… è impossibile, non c’é posto. E’ tutto pieno fino a marzo-aprile dell’anno prossimo.” – disse secco il francescano. Poi resosi conto di aver dato una brutta notizia cercò di mitigarla aggiungendo: – “Se invece è per settembre dell’anno prossimo…” –
A Gaetano questa frase spalancò un baratro. Vide tutta l’organizzazione del matrimonio crollare miseramente.
– “No,no…che settembre dell’anno prossimo…questo settembre … siamo alla fine di maggio mancano quattro mesi… è gia tutto pieno!! E io come faccio??” – gemette disperato Gaetano.
– “Mi dispiace figliolo ma sai noi facciamo questo corso in un fine settimana abbiamo un sacco di prenotazioni…rivolgiti alla tua parrocchia.” – siegò paziente il frate francescano.
– “Già fatto Padre in realtà mi hanno detto che il corso dura sei mesi…e in ogni caso durante l’estate non si tengono… riprenderanno a settembre ed io non potrei sposarmi prima di marzo…” – sparò tutto di una fiato l’aspirante corsista.
– ” Sono veramente mortificato…Ma non ce posto… arrivederci.” – tentò di chiudere la telefonata il religioso. Ma Gaetano non era disposto a mollare cosi facilmente. Era la sua unica possibilità e poi aveva intuito che forse poteva farcela. Lui non era forse un grande parlatore?
– “No,no padre lei mi deve aiutare io mi devo sposare a settembre… veda di fare uno strappo alla regola… mi trovi uno spazio in uno dei prossimi week end … sono dodici .. possibile che non c’è un buco…” –
– “Non è possibile figliolo non abbiamo posto, i letti sono tutti occupati, le celle solo poche, al massimo possiamo ospitare 20 coppie per volta…” – Affermò con minore convinzione il frate.
– ” Io mi accontento di tutto anche di dormire in chiesa .. sui banchi.. per terra…ovunque. ” – martellava Gaetano.
– Ma non sapremmo neanche che favi mangiare…abbiamo un’organizzazione un po’ approssimativa…” – replicò a voce bassa il francescano.
– E noi ci portiamo i panini… o digiuniamo… non ci spaventa un po’ di digiuno.”- ribattè pronto Gaetano, che cominciava a intravedere uno spiraglio.
Un attimo di pausa poi, la domanda.
– “Hai combinato qualche guaio?….”
– “No, no..” – rispose con sicurezza Gaetano.
– “E allora… aspetta figliolo, non so che fare. Qui le coppie si prenotano almeno un anno prima…” – tentando di alzare l’ultima difesa il religioso. Ma Gaetano ormai era un fiume in piena.
– “Vede padre io non sapevo la storia del corso matrimoniale…ho fissato tutto. Faremo la festa su una nave a Ponza… l’ho già prenotato. Ho dato un forte acconto….”
– “Una Nave?! Una vera nave??!!Accipicchia…ehm… comunque mi dispiace veramente…ma non…” – la voce del frate era flebile e arrendevole aveva perso l’impostazione di baritono basso con la quale aveva iniziato.
– ” Certo, una nave vera si chiama “Falerno”… qualche anno fa collegava Ponza con il continente adesso l’hanno trasformata in nave per piccole crociere… cerimonie…” – incalzò Gaetano che vedeva aprirsi sempre di più la breccia, nella determinazione di Padre Gabriele.
– “Falerno… dici? Una nave col il nome del famoso vino tanto apprezzato dagli antichi romani !!??”- chiese stupito il frate.
– Si, padre come…il vino.. mi aiuti – proseguì senza dare tregua al religioso.
– “Beh, figliolo il massimo che posso fare.. è inserirti in una lista d’attesa…se qualcuno rinuncia all’ultimo momento…”- lo interruppe il francescano.
– “Grazie padre è gia qualcosa…
– “Eh, ma io non posso garantire niente…se qualcuno rinuncia all’ultimo momento… abbi fede figliolo vedrai che le vie del Signore…lasciami il tuo recapito…forse nella settimana di Ferragosto ci potrebbero essere delle rinunce. Di solito in quel periodo accade…ma non è sicuro. Ho carta e penna figliolo dimmi…”
– “Le do il cellulare: 333. 65677821, …. forse è meglio che le do anche il numero dell’ufficio…”
– “Va bene…dimmi…”????
– “Allora il numero dell’ufficio è: 06. 5858.. il centralino poi si faccia passare l’interno 201… e chieda di me.”
– “Si, figliolo ma non mi hai detto come ti chiami…”
– “Non gliel’ho detto??!!…mi chiamo… Cristo…”
– “Cristo!?”
– “Si, Cristo Gaetano, dottore commercialista….”
– “Davvero? Ti chiami Cristo?”
– “Si gliel’ho detto…”
Ci furono degli istanti di silenzio che a Gaetano sembrarono lunghissimi.
“Va bene…allora vieni Venerdì prossimo alle 18…. Puntuale mi raccomando”.
i
L’importanza di chiamarsi… Cristo!!

FINE

Franco Schiano

Nota:
Cristo è un cognome abbastanza diffuso nell’isola di Ponza, in particolare nella contrada di Le Forna.                                 nave FALERNO