Crediamo di fare cosa utile tracciando una piccola biografia di Giuseppe Tricoli, l’autore della notissima Monografia per le Isole del Gruppo Ponziano, un testo basilare nella bibliografia di Ponza e Ventotene. Il  calamaio dove tutti gli scrittori, che si sono interessati delle isole ponziane, hanno inzuppato la loro penna – come la definì il noto scrittore di cose ponzesi Ernesto Prudente

Giuseppe Tricoli nasce a Lipari nel 1810 da Giovanni e da Erminia Tagliamonte.

In servizio con la Real Marina, il liparota Giovanni Tricoli arriva Ponza sul finire del 1807. All’epoca Ponza era fortemente presidiata da truppe borboniche essendo, oltre a Capri, rimasta sotto il controllo del re Ferdinando IV di Borbone costretto a ritirarsi in Sicilia dalle truppe francesi del  generale Giuseppe Bonaparte fratello di Napoleone che avevanooccupato Napoli e la prte continentle del Regno.. Le forze di terra sotto il comando del Principe di Canosa “erano composte dal Reggimento Farnese, con una compagnia di artiglieria e da 50 littorali, arruolati tra i naturali. Inoltre una massa-collettizia d’individui del continente divisi in tre corpi. Il primo denominato della Regina forte di 300 uomini, il secondo denominato Provinciale composto da 200 persone ed infine quello denominato Fradiavolo composta da 150 facinorosi raccolti nel distretto di Gaeta. Nel 1807 arrivò a Ponza anche il reggimento degli Albanesi  detto dei Camiciotti, composto da turchi e greci con la banda napoletana. La forza di mare stivata nel porto constava delle tre fregate Venere, Sirena e Minerva; il pacchetti Tertaro e Leone; la corvetta Viola, due galeotte, diciotto lancioni,due bombardiere, uno sciabecco,diverse scorridoje e 18 legni magazzini.”

In questa Ponza assediata e presidiata il marinaio Giovanni Tricoli  conosce e sposa Erminia Tagliamonte. Quando il 24 novembre del 1809 il Principe di Canosa decise di abbandonare l’isola, Giovanni Tricoli fece ritorno, insieme alla moglie Erminia nella sua Lipari dove l’anno dopo nasce il nostro Giuseppe.

Nel 1815, con la cacciata dei Francesi da Napoli e il ritorno del Borbone a Napoli, Giovanni torna Ponza, portando con se la moglie e il piccolo Giuseppe. Da quel momento si stabilirà definitivamente sull’isola.

Giuseppe Tricoli dopo gli studi a Ponza e a Napoli entra nell’amministrazione del Regno e sposa Lucia Desio. Lo troviamo nel 1855/57 addetto all’ufficio dell’Ispettore dei Rilegati e delle Opere Pubbliche di Ponza. Scrive numerose pubblicazioni, spesso semplici resoconti della vita isolana dell’epoca, preziose per comprendere meglio la Ponza di quei tempi. Tra esse: “Disciplina per il servizio ecclesiastico sull’Isola di Ponza” , “Per Maria Criscuolo contro il clero di Ponnza, pretensore sull’eredità di G.B. Della Camera”, “Piaghe sull’amministrazione municipale di Ponza”, “Ponza e la famelica famiglia Vitiello”, “Richiamo per l’elezione amministrativa in Ponza “ 

Ma  l’opera di maggior respiro e per la quale si è conquistato un posto rilevante nella Bibliografia Ponzese è la già citata “Monografia per le isole del Gruppo Ponziano”pubblicata a Napoli nel 1859 per i tipi dell’editore Gargiulo. Si può non essere d’accordo su alcune sue ricostruzioni ma, considerata la produzione letteraria del passato, è meritorio il suo tentativo di dare crono logicità e senso compiuto a fonti d’informazioni mai comparate tra loro. Le sue tabelle in cui aveva classificato tutte le attività esercitate, il patrimonio zootecnico, le produzioni agricole etc. non hanno sinora avuto replica. Naturalmente le sue frequentazioni napoletane gli consentivano di accedere a fonti normalmente non accessibili a tutti. L’opera indica come data il 1855 (forse l’anno in cui ha iniziato a scriverla), ma la sua narrazione va oltre tale data come per esempio il racconto dello sbarco di Pisacane del 1857. L’autorizzazione alla stampa del 26 gennaio del 1859 non lascia dubbi sull’anno della effettiva pubblicazione.

L’opera del Tricoli mostra in prima pagina una vistosa dedica al Commendatore Gaetano D’Ambrosio, capitano di stato maggiore¸  Ispettore dei RilegatiSopraintendente e Direttore delle Opere Comunali di Ponza, in pratica il suo superiore d’ufficio.  A proposito del nome esatto dell’autore, in passato si è pensato che il Tricoli avesse un secondo nome oltre a Giuseppe interpretando erroneamente l’abbreviazione C.re per Cesare. In realtà il C.re posto tra il nome e il cognome indica semplicemente che si fregiava del titolo di cavaliere.

Fu molto impegnato nell’agone politico che divideva Ponza in due fazioni, in perenne lotta tra loro, essendo esponente di primo piano di una di esse. Il Tricoli componeneva, insieme al cognato Crescenzo Colonna e al D’Ambrosio, il gruppo che si opponeva a quello al potere formato dal Parroco Giuseppe Vitiello, dal fratello Sindaco Gennaro e dal primo eletto Giuseppe Scotti, spalleggiati dal giudice Scognamillo. Fu una lotta senza quartiere combattuta a suon di esposti, denunce all’autorità e a mezzo stampa e pamphlet che si svolse negli anni a cavallo tra la fine del regime borbonico e l’inizio di quello sabaudo.

Fu candidato  alle elezioni provinciale di Caserta (!862) in opposizione al commissario prefettizio Merola. Nonostante dei brogli elettorali, puntualmente denunciati dal Tricoli, fu sconfitto per soli 3 voti. Denuncia che gli costò, insieme al dottor Bucco, suo braccio destro, perfino il carcere. Rimesso in libertà, nel 1865 divenne sindaco per breve tempo.

Ebbe ben dieci figli, 8 maschi e due femmine, tra il 1834 e 1857. Prsticamente tutti i Tricoli di Ponzz discendono da lui. Mori  a Ponza nel 1871 a 61anni. E’ sepolto, indicato da una semplice lapide, nel sepolcreto di famiglia scavato nel tufo e preesistente al Cimitero dell’isola, edificato in epoca successiva.

Ringrazio per le utili informazioni:
Francesca iacono/ Frammenti di Ponza  e Ponza.net

 

Franco Schiano