Fare il presepe in chiesa era per noi un impegno gioioso. Eravamo in tanti e ci vedevamo in chiesa tutte le sere a partire dal giorno dopo l’Immacolata. Naturalmente Luigi Ambrosino era sempre in testa al gruppo, senza di lui non si faceva molta strada. Anche a Ponza in quegli anni era arrivato il vento dell’innovazione, delle novità. Sto parlando della fine degli anni 70, precisamente del 1978. Ricordo che il giorno del’Immacolata proposi a Luigi e agli altri di provare a cambiare la prospettiva del presepe: guardare il presepe non da fuori la grotta, con gli occhi dei pastori come si era fatto sempre, ma invece guardarlo da dentro la grotta, con gli occhi di Maria, Giuseppe e il Bambinello. Una rivoluzione! Fummo tutti d’accordo e realizzammo questa grande capanna con la natività  in primo piano e poi i pastori, i re magi e tutto il resto dietro sullo sfondo.                                            Questa foto sbiadita può dare un’idea di quel presepe del 1978.

Ricordo che per fare il tetto della capanna usammo moltissimi “pennicilli“, sporcando un po’ troppo la chiesa con buona pace di don Salvatore, che non la prese molto bene..

Però ci rendemmo conto che per fare il presepe con questa nuova prospettiva, il gruppo della natività che avevamo era troppo piccolo. Anche don Salvatore Tagliamonte sposò la nostra causa e promise i fondi per comprare una Natività più grande per l’anno successivo. Io mi presi l’incarico di procurarla andando a sceglierla a Napoli a San Gregorio Armeno, con l’aiuto dei fratelli Morra, Gennaro e Pasquale, che allora gestivano il Bar Welcome’s.

L’anno dopo,il 1979, col nuovo gruppo della Natività più grande, ripetemmo l’esperimento del presepe visto dalla prospettiva dall’interno della capanna, ma per non sporcare la chiesa ed evitare le ire del nostro parroco, facemmo (Luigi fece) la capanna in “muratura” costruendo un arco che riproduceva quello all’interno del Grottone di San’Antonio. Naturalmente riproducendo il panorama che si vede da quel punto: la Ravia e il Lanternino. Il mare che vedete e su cui galleggia il bastimento(opera del maresciallo Cesare de Luca) è acqua vera.

Quello del 1979 fu quindi il primo presepio che inugurò la lunga e fortunata serie dei presepi che riproducevano vari angoli di Ponza, dovuta alla maestrìa di Luigi Ambrosino, e con i quali si tornò alla tradizionale prospettiva di vista dell’esterno della grotta col mistero della natività.

Nel 1989, l’anno della caduta del muro di Berlino, tutti profondamente colpiti da quel fatto tanto clamoroso quanto inaspettato, facemmo un presepio ispirato a quell’evento epocale. Purtroppo non ho trovato le foto.

Chissà se qualcuno se lo ricorda.

In realtà non fu molto apprezzato dalle pie frequentatrici della chiesa, che  storcevano un pochino il naso anche davanti ai poccoli capolavori di Luigi che riproducevano angoli di Ponza, figuariamoci davanti al muro scassato di Berlino: quasi un sacrilegio.

Un pò di storia per chi non c’era.

fs

PS: Il presepe del ’78 fu allestito davanti all’altare di S. Silverio, mentre quello del ’79 nella nicchia all’ingresso della chiesa a destra entrando.