Ultimamente, prendendo spunto dalle belle foto subacquee del nostro amico Adriano Madonna, abbiamo accennato al fenomeno del parassitismo a proposito dei sugarelli che trovano riparo dagli aggressori tra le braccia di alcune specie di meduse, come il polmone di mare (Rhizostoma pulmo) e la cassiopea ( Cothyloriza tuberculata).Il sugarello è immune agli cnidociti della medusa, ma non è il solo: anche la fiatola (Stromateus fiatola), un pesce non troppo comune, compresso sui due lati come un sarago, è stato fotografato dal nostro Adriano, mentre cerca rifugio  sotto l’ombrella di un grosso polmone di mare. (vedi il ns. recedente articolo Le Meduse, i marziani del mare).

Ma ci sono molti altri casi di pesci che vivono in simbiosi con celenterati dotati di organi venefici per ottenere da questi protezione. Sono  tutti casi di parassitismo, poiché l’ospite non riceve alcun vantaggio dal simbionte.

     iL PESCE PAGLIACCIO E’ IL CUGINO TROPICALE DEL NOSTRO GUARRACINO (CASTAGNOLA),                    ENTRAMBI APPARTENENTI ALLA FAMIGLIA DEI POMACENTRIDI

Ci sono poi diversi casi in cui ospite ed ospitante  ricevono vantaggi reciproci. Prendiamo ad esempio il caso del Pesce Pagliaccio, che vive al sicuro dai predatori nell’attinia senza  essere fulminato dai suoi cnidociti velenosissimi, come invece accade ad altri pesci. Usando le parole del prof. Madonna cerchiamo sinteticamente di capire perché:

Si è sempre parlato genericamente di un muco protettivo che ricoprirebbe il corpo del pesciolino simbionte, ma approfondendo il discorso si deve specificare che il muco non ha una funzione di “corazza” e che l’ambiente presente tra i tentacoli dell’attinia non è costantemente letale: gli cnidociti, infatti, entrano in azione e scaricano le micidiali nematocisti solo quando avvertono l’intrusione di un organismo estraneo.

Il pesce pagliaccio è ricoperto da un tipo di muco che ha le stesse caratteristiche chimiche di quello presente sui tentacoli dell’attinia, quindi gli cnidociti non identificano nel pagliaccio un estraneo e non lo fulminano con le nematocisti. Come il pesce pagliaccio si ricopra di muco non è del tutto chiaro. In merito ci sono diverse teorie che saltiamo a piè pari, interessando al nostro discorso  sapere che: In associazione con un’attinia, i pesci pagliaccio sono protetti contro i predatori e possono, a loro volta, eliminare parassiti e detriti dall’ospite.

UN PESCE PAGLIACCIO DEL MAR ROSSO TRA I TENTACOLI DI UN’ATTINIA

Non si tratta perciò di un fenomeno di parassitismo semplice, come per la fiatola e sugarelli con le medusae.  Nel caso “strano” del pesce pagliaccio si tratta di mutualismo:… poiché ospite e simbionte ricevono un vantaggio reciproco dalla loro convivenza, anche se il vantaggio più grande è certamente quello del pesce pagliaccio, che ricambia la cortesia di essere ospitato dall’attinia nutrendosi dei resti dei suoi pasti e, qundi… facendo pulizia.

Ringrazio il professore Madonna  per le bellissime foto del pesce pagliaccio scattate nel Mar Rosso e per le sue note scientifiche di cui ho fatto indegno scempio.

Franco Schiano