di Silverio Lamonica

Il 10 gennaio del 49 a. C, esattamente 2070 anni fa, Caio Giulio Cesare pronunciò la celeberrima frase “Alea iacta est” , attraversò con le sue truppe il Rubicone e marciò su Roma contro Pompeo.

Cosa era successo?

Facciamo un passo indietro. Nella Roma ancora repubblicana, la cui massima espressione politica era il Senato, c’erano tre potenti generali: Caio Giulio Cesare, Gneo Pompeo Magno e Licinio Crasso. Grazie alle loro conquiste, furono nominati Consoli dal Senato, ottenendo rispettivamente il governo di tre importanti province: Cesare la Gallia, Pompeo la Spagna e Crasso la Siria. Per cementare l’accordo tra loro, diedero vita ad un “Triumvirato”  (da  tres viri, cioè tre uomini), inoltre Pompeo sposò Giulia, figlia di Cesare.

Ma nel 54 a. C. Giulia morì e l’anno dopo, nel 53 a. C. (gli anni prima di Cristo vanno a ritroso, conto alla rovescia) Crasso fu sconfitto dai Parti a Carre, in Mesopotamia e ucciso.

L’anno successivo, nel 52 a.C. il Senato, temendo lo strapotere di Cesare, nominò Pompeo unico console. Nel 50 Cesare avanzò la sua candidatura a Console, ma ebbe un secco rifiuto dal Senato che gli ordinò di rientrare a Roma da privato cittadino, entro quell’anno.

A questo punto, pronunciando la famosa frase “Alea iacta est”, Cesare con le sue truppe, il 10 gennaio del 49 a. C. varca il Rubicone e marcia su Roma. Inizia così la guerra civile contro il Senato e Pompeo. Quest’ultimo fuggì da Roma con molti senatori e l’anno dopo fu sconfitto a Farsalo. Infine cercò rifugio presso il faraone d’Egitto Tolomeo XIII il quale lo fece uccidere.

Da Wikipedia